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  1. Pagelle Rotondi S.M.
    TUSHA I. 7,5 – Croce e delizia del match. Salva il risultato più volte contenendo l’esuberanza degli avversari e compie almeno due miracoli nell’arco del match. Peccato per il 2-2 ad inizio ripresa: una mezza papera che gli “sporca” la prestazione impedendogli di prendere 8 secco in pagella. Sbaglia il tempo dell’intervento ma d’altronde nessuno è perfetto. Altrimenti non giocherebbe con i Rotondi
    MAGNANI M. 7 – E’ tornato ad essere l’architetto/thewall/cagnaccio della difesa che il campionato Over 40 invidia ai Rotondi: testa alta, avversari francobollati e cemento armato davanti alla difesa. Impreziosisce l’ottima prestazione con un gol di rapina che rilancia i suoi dopo un momento difficile. Sempre nel posto giusto al momento giusto
    ORTUSO M. 6,5 – Da qualche tempo sembra avere le polveri bagnate. I suoi lanci sono meno ficcanti di una volta, ma le sue diagonali difensive, per fortuna, non hanno perso l’antico smalto. Preziosissimo
    DOMENICALE T. 6,5 – Mancava da tempo ma sembra ieri. Ritrova subito il suo posto in campo come se non avesse mai smesso di giocare con i Rotondi e acuisce il rammarico per non averlo avuto nel recente passato. La sua intelligenza tattica è merce rara
    MANFREDI M. 6,5 – Perfetto in fase offensiva, da rivedere in quella difensiva. Sulla fascia brucia tutti gli avversari dalla metà campo in su. Rinculando in difesa fa fatica a contenere i rivali. Doppia personalità: Garrincha o De Sciglio? Alle prossime gare l’ardua sentenza
    SILVOLA S. 6 – Stranamente non in bolla. E’ raro vederlo così confuso e confusionario. Saranno forse gli effluvi della cioccolata. Riesce a bisticciare con qualsiasi pallone gli capiti tra i piedi ed è quasi sempre in ritardo sugli avversari. Le caviglie del numero 7 dell’Ortopedia ne sanno qualcosa. Salva la prestazione con un gol dei suoi, tirato fuori dal cilindro magico senza alcun preavviso come solo i grandi sanno fare
    BONINO A. 4 – Al triplice fischio finisce al CTO, con entrambi i timpani fratturati. Colpa delle urla di Digregorio che non lo lasciano in pace nemmeno sotto la doccia e lo seguono fin sotto casa. Gioca un primo tempo quasi esemplare ma nella ripresa, ond’evitare di frantumarsi anche i gioielli di famiglia, decisamente più preziosi, preferisce finire anzitempo sotto la doccia e lasciar sbollire il compagno mestruato
    TUSHA A. 6,5 – Versione “pallina da ping pong”. Caotico, frenetico più del solito ma sempre complicato da fermare. Alla prima incursione in area di rigore guadagna un netto calcio di rigore ma il direttore di gara, sonnecchiante a metà campo, decide di ignorare l’evidenza. Santo VAR! Sempre prezioso in fase di appoggio per le punte. Peccato per il problema al tallone che rischia di tenerlo in infermeria per un pò
    PALLARO F. 6.5 – La fascia è la sua confort zone, lo è di meno il centro del campo dove prende la residenza dopo il ricovero del compagno al CTO per “timpanite acuta”. La sua falcata regala sempre spunti interessanti, la sua visione palla al piede pure
    DIGREGORIO A. 4 – Vince il premio “caffettiera dell’anno” dopo nemmeno 5 minuti dal fischio d’inizio: nonostante sbagli qualsiasi controllo, anche il più banale, riesce ad urlare contro tutto e tutti, giocatori di Padel compresi. Però ha un pregio: non la smette fino al triplice fischio. Doti vocali rare, peccato non si tratti di una prestazione canora. Spreca il fiato e gioca una partita anonima, non degna della sua fama
    ZACCONE F. 8 – Senza ombra di dubbio “Man of the match”. Prima della partita, davanti ai microfoni dei cronisti, dichiarava: «Quest’anno voglio vincere il titolo di capocannoniere». E se il buongiorno si vede dal mattino siamo sulla buona strada. Resta solo da capire se sarà capace di uscire dal letargo invernale che lo contraddistingue e se riuscirà a togliersi la copertina del nonno dalle ginocchia senza beccarsi un raffreddore. La squadra avrebbe bisogno dei suoi dribbling come il pane

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